Non sei abbastanza, non fai abbastanza
di Prem Siri K.K.

 

Mi sento molto stanca, a tratti sopraffatta e inondata da un profondo senso di insoddisfazione.

Osservo la mia vita, cosa faccio e mi dico “Dai, non hai motivo per sentirti così, che succede?”.

Mi fermo e l’unica risposta che arriva è “non lo so!”.

Quindi come spesso faccio, chiamo Max e gli chiedo di aiutarmi a comprendere e vedere ciò che non riesco. Inizio a raccontare, lui mi ascolta e poi mi chiede:”quando è successo la prima volta?” … una domanda che mi lascia perplessa e mi spinge a chiedere: “ quando è successo cosa?” … lui :” quando hai iniziato a cercare di fare felici i tuoi genitori?”

Mi manca il fiato appena sento quelle parole, poi lo stomaco si alleggerisce e sorrido di tenerezza per me, perché sento la fatica di questa impresa: un monte da scalare, senza arrivare mai alla cima. Una traguardo inesistente, che è tale proprio perché nessun figlio deve rendere felici i genitori. Non è il loro compito, non è il loro destino.

Questa impresa ha un impatto in tutta la mia vita, nel lavoro, nelle relazioni, nei miei progetti … come avere un buco in cui entra il meglio di me e si disperde, portandomi alla stanchezza, all’esaurimento e a non mettere energia in ciò che veramente può fiorire e prosperare.

Come fare? Max mi invita a sentire come è riconoscere questa verità e poi mi fa fare un esercizio sistemico. I miei genitori sono davanti a me, li guardo e gli dico: “ Ci ho provato, ce l’ho messa davvero tutta, ho dato il massimo, ma per me è troppo, voi siete grandi e io piccola”. Pensavo fosse più dura, nel reame delle azioni invece ho sentito dolore al cuore e tanta leggerezza.

Spesso quando si è piccoli e ci viene chiesto di dare invece di ricevere, tipicamente amore e attenzioni che chi è grande di norma dona ai suoi piccoli, si risponde inventandosi varie strategie per fare felici i nostri genitori pur non avendo alcuna idea di come fare. Diventiamo bravissimi a dare, dare e dare ancora e spesso l’effetto collaterale è che non ci sembra mai di aver fatto abbastanza!

Ma un piccolo non può dare ad un grande ciò che il grande può solo scambiare con i suoi pari, così si finisce fuori posto, ci si stanca per accorgersi prima o poi che un piccolo non può fare felice un grande, almeno non in questo modo.

Sono passati alcuni giorni da quando ho fatto l’esercizio ed è successa una cosa importante: sono diventata maggiorenne!

La notte del 18° anniversario della morte di mio padre, ho fatto un sogno. Un sogno che aveva un sapore di guarigione. Ho sognato mio padre, eravamo nella nostra casa, quella dove sono cresciuta. Mio padre era al tavolo e parlava con Max. Max era venuto da un viaggio lontano e aveva portato con se un regalo: un gruppo di artisti che hanno organizzato una festa, una parata: c’era allegria, c’era musica, c’era leggerezza, c’era felicità!

Al mio risveglio, ho sentito mio padre al mio fianco, erano 18 anni che non l’ho sentivo con la sua forza, la sua leggerezza, la sua allegria, la sua ironia, la sua curiosità … doni e tesori che sono anche miei.

Grazie per la vita, è tanto ed è abbastanza, proverò a farne qualcosa di buono!

Il payoff di parentAbility® recita “a sostegno dell’armonia familiare e dello sviluppo delle abilità genitoriali”.

Il tema della famiglia, della genitorialità, delle relazioni è di fondamentale importanza e sempre di più, cresce l’esigenza di avere strumenti a sostegno della famiglia nella vita quotidiana sia come genitori, come figli, come amici, sia anche come professionisti che operano all’interno dei nuclei familiari (operatori sanitari, baby sitter, educatori, insegnanti, professori, chi da ripetizioni).

Perchè?

Perchè conoscere le dinamiche interne ai sistemi familiari aiuta ad aprirsi ad una maggiore comprensione dell’altro e dell’ambiente in cui si va ad operare o in cui si è immersi.

ParentAbility® ha scelto un approccio sistemico, olistico ed evolutivo per il ben-Essere e per il sostegno alla genitorialità che tiene conto dei sistemi familiari contemporanei e del contesto societario nel quale si inseriscono per portare consapevolezza e benessere nei membri della famiglia e quindi di conseguenza dei singoli componenti del nucleo familiare che possono così evolvere e seguire con libertà e pienezza la propria missione di vita.

ParentAbility® propone, attraverso le Costellazioni Familiari integrate con altri percorsi e tecniche olistiche, percorsi esperienziali sia per risolvere tematiche personali, sia per la formazione professionale per chi voglia diventare operatore sistemico familiare.

Si metteranno in luce le cause di eventuali disarmonie, sia personali che relazionali, cercando insieme i punti di leva sistemici. Questo solitamente agevola l’evoluzione e fa fluire l’amore e la gratitudine che sono alla base dell’armonia e del ben-Essere.

ParentAbility® nasce dall’esperienza di vita e professionale di Massimiliano Babusci: figlio, padre adottivo, imprenditore, manager, consulente, coach, counselor, formatore e ambasciatore olistico.

La genitorialità in ogni sua forma è un’esperienza di grande intensità e trasformazione. La società sta cambiando e la famiglia si adatta con grandi sacrifici, spesso dei più piccoli.

Sono sempre più frequenti, anche nelle piccole realtà, le esperienze di “genitorialità diversa”, come le famiglie allargate, l’adozione, l’affidamento, la PMA (Procreazione Medicalmente Assistita). Queste possono richiedere sostegno per riconoscere e comprendere alcune dinamiche fondamentali che generano armonia nei sistemi di appartenenza.

Massimiliano, come fondatore di parentAbility® si prefigge di facilitare individui e coppie desiderosi di provare la buona sensazione di occupare il “giusto posto sistemico” in famiglia , secondo quanto osservato da Bert Hellinger e codificato in quelli che vengono definiti “Gli ordini dell’Amore”, per sviluppare armonia sistemica e le proprie abilità genitoriali indipendentemente dalla tipologia di famiglia.

Sente il dovere civico di prendersi cura di questo fenomeno dell’evoluzione delle famiglia che è sempre più emergente e delicato, considerando soprattutto il numero crescente di bambini che presentano dis-agi di vario tipo.

Il suo sogno con Parentability è formare una comunità di professionisti al servizio della famiglia e di tutti i suoi componenti.

“Non si può vivere e non evolvere!” … allora meglio farlo con consapevolezza. (cit. Massimiliano Babusci)

 

Il progetto ParentAbility® è stato ideato e creato da Massimiliano Babusci in collaborazione con Prem Siri Kaur.

www.parentability.it

contatti @parentability.it

 

 

 

parentAbility®️, si occupa da diversi anni di sviluppo delle abilità genitoriali a sostegno dell’armonia familiare.

Con l’intento di fornire un contributo sociale all’emergenza COVID-19, abbiamo pensato di attivare un servizio di “ascolto”. Osservando il momento che stavamo e stiamo vivendo e il forte impatto che ha sulle persone, sulle relazioni, sia familiari sia in ambito lavorativo, il 18 marzo abbiamo deciso di aprire lo sportello di ascolto professionale “Chiamami”: un servizio di solidarietà sociale, gratuito in tutto il territorio nazionale.

 

Perchè l’ennesimo numero da chiamare? 

Perchè spesso, specialmente in Italia, abbiamo la brutta abitudine di ascoltare, parlando. Così vediamo proliferare così di tanti servizi, più o meno psicologici, che a volte sono un modo per entrare in contatto con nuovi clienti. Il nostro servizio è offerto in anonimato e, spesso, attraverso aziende di medio grandi dimensioni che, tramite il CRAL o direzioni del personale particolarmente sensibili al Ben-Essere individuale dei propri dipendenti e collaboratori, hanno aderito a questo servizio diffondendo con i propri canali questa iniziativa sociale. Oltre che un atto di CSR (Corporate Social Responsibility) abbiamo avuto il piacere di condividere con il Top Management di alcune organizzazioni come, oltre al Ben-Essere individuale si sia alimentato anche un Ben-Essere organizzativo, specialmente in questi momenti di grande incertezza e di cambiamenti forti, si pensi anche allo Smart Working e più in generale all’avvento delle tecnologie digitali che avranno un forte impatto anche sul WorkLife Balance.

Poi c’è stata la grande opera di diffusione dei canali social e il passaparola, ma parliamo di qualche numero:

13 operatori in tutta Italia, qualificati da percorsi sistemici, olistici ed evolutivi e iscritti regolarmente ad associazioni di categoria professionale. Formati e aggiornati con percorsi specifici in parentAbility i nostri professionisti amano confrontarsi con intervisioni e supervisioni professionali su l’arte di ascoltare, con Amore. La professionalità, l’umanità, l’impegno sociale, il volontariato, ha permesso loro di accogliere chiunque ha contattato “Chiamami”.

“A volte con qualche giorno di ritardo, ma abbiamo ascoltato tutti!”, dice con un sorriso la nostra parentabiliter Cristina.

Nei primi 2 mesi abbiamo ricevuto una media di 50 telefonate al giorno, per un totale di circa 3.000 telefonate, per la maggior parte provenienti dal nord,nord-est.

 

Target:

Chi ha chiamato? 

Perlopiù donne, quasi il 65%, esponendo temi sulle relazioni in famiglia e il lavoro, spesso anche quelle preoccupazioni inespresse dei propri partner.

Il 20% circa sono stati uomini, molto più asciutti e puntuali su temi lavorativi e decisamente espansivi se genitori “single” sui temi di relazione genitore/figli.

Sorprendente il 15% dei giovani, spesso sembravano molto giovani, per l’entusiasmo di condivisione.

 

I temi più gettonati?

La gestione degli spazi e dei ritmi familiari, la conciliazione scuola/lavoro e vita familiare, le conflittualità emerse per il lockdown, incertezze sul futuro lavorativo, intuizioni su possibili relazioni post COVID, il valore delle relazioni e delle istituzioni.

E poi certo, c’è stato anche chi voleva informazioni pratiche e chiavi di lettura delle situazioni e dei decreti 😉

 

Distribuzione telefonate sul territorio:

Lo sportello di ascolto è ancora attivo e, finché sarà utile saremo felici di “Ascoltarvi” ed esserci per ognuno di voi! ….indipendentemente dalla emergenza sanitaria 😉

Potete trovare le indicazioni e suggerire il servizio gratuito a questa pagina: https://parentability.it/chiamami/

Siamo grati ad ognuno di voi che ha scelto di farci partecipi delle proprie esperienze e siamo grati a chi ha avuto l’attenzione e il coraggio di proporre soluzioni integrative come questa nelle proprie organizzazioni.

Il nostro fondatore dice spesso: “Vorrei vedere prima possibile il manifestarsi delle 3S: Sicuri, Sociali e Sereni …. e allo stesso tempo potremmo aver imparato che ascoltare ed essere ascoltati veramente è bello, forse questo è uno dei doni ricevuti da questa emergenza. Se abbiamo 2 orecchie e una bocca una ragione ci sarà! ;-)”

 

#iopertecisono #belloascoltare  #ascoltacolcuore 

 

Testimonianza di un C-level di un’azienda che ha scelto ChiAmaMi

“Non avrei mai aderito ad un servizio che prevedesse interventi di coaching, counseling o psicologici per i miei dipendenti, li trovo intrusivi e creano molte resistenze nei miei collaboratori. Quando ho provato si sono manifestate difficoltà a trattare temi personali e non attinenti alle loro mansioni, figuriamoci poi far chiamare i propri familiari. In questo caso, anonimo e gratuito, ha avuto un bell’effetto, se poi vorranno proseguire una ricerca personale di maggiore benessere, sarà una loro libera scelta. Io sarò semplicemente felice di aver contribuito al primo passo, come diceva un saggio: ogni grande viaggio inizia sempre da un primo passo!” 

PRENDI IN MANO A TUA VITA E FANNE UN CAPOLAVORO UNICO.
Giovanni Paolo II

 

PROGETTIAMO LA NOSTRA CASA FUTURA?

 

 

Lo facevamo spesso, quando i miei ragazzi erano piccoli.

Ognuno con il proprio foglio di carta, più o meno ampio a seconda delle ambizioni e via a dare libero sfogo alla nostra fantasia.

La mia casa con qualche autolimitazione di troppo, la loro totalmente libera da vincoli.

Ed ecco che tornavano con progetti faraonici (secondo il mio giudizio, non certo secondo loro) dove le loro case avevano piscine, campi da tennis, spa, sale di proiezione e molto altro ancora.

In questi giorni di sosta e riflessione forzata, mi sono ricordata di quanta ricchezza c’era in quei momenti: libera espressione, intima condivisione, complicità, impegno.

Oggi Costanza “la piccola” ha 15 anni, non ama più fare giochi con la mamma ma ha ancora una innata capacità di organizzare alla perfezione le sue idee sopra un foglio bianco. Mi ha sempre stupita la sua capacità di posizionare i suoi progetti nello spazio che le veniva assegnato.

Perché non riproporre lo stesso gioco?

Eccoci qui, in questo lasso di tempo sospeso, a darci questa rinnovata possibilità di esprimere le nostre aspirazioni più intime.

Si parte!

Costanza nel giro di poco mi presenta la sua bozza: splendida!

Ma questa non è una casa, è una Dimora!

Questo non può rimanere un disegno, deve diventare un manifesto, quindi serve un foglio con un formato che lo supporti!

Incantevole!

Costanza ha il coraggio di mettere su carta quello che io per pudore non ho mai osato pensare per me. E ci sono pure parchi e giardini a completare questa dimora.

Nonostante mi occupi di architettura da prima che lei nascesse, credo di non averle mai insegnato a progettare una casa, tanto meno un giardino; evidentemente lei ha saputo cogliere queste capacità da se.

Che meraviglia!

Come avrei potuto fare di meglio?!

A questo punto decidiamo che il progetto è perfetto e va solo colorato perché acquisti ancora maggiore valore e sia la possibilità di frequentare luoghi che per ora sono luoghi dell’anima.

Cosa aggiungere?

Provate anche voi e lasciatevi stupire da quello che appariràe inviateci i vostri disegni … o scriveteci la vostra esperienza!

Riccardo, mio figlio, il mio insegnante

di Cristina Farina

 

Sono passati 15 anni, ricordo ancora le splendide esperienze trascorse quando Riccardo frequentava l’asilo nido.

Aveva pochi mesi quando lo lasciai per la prima volta alle cure di tre ragazze giovani ma determinate.

Io ero molto spaesata, impaurita e con enormi sensi di colpa.
Ricordo ancora tutte le emozioni che mi attraversavano quando lo accompagnavo e quando tornavo a riprenderlo. La restituzioni di qualità che mi facevano delle attività che lui svolgeva. Come si relazionava con gli adulti ed i compagni.

Ricordo ancora il colloquio di congedo, dove mi fecero notare l’enorme risorsa che Riccardo possiede: la creatività.
Riccardo aveva tre anni, già qualcuno aveva saputo leggere la sua più grande risorsa. Quanta cura in quella prima esperienza “fuori casa”.

Quanto avevo imparato da incontri e laboratori “So_stare nel conflitto”, quanto ero cresciuta!

Il primo grande insegnamento: la scuola materna, dalla cura e dall’osservazione alle imposizioni, alle prime enormi richieste di prestazioni, da parte di insegnanti ed istruttori. Eh si, perché oltre alla scuola si dovevano anche inserire delle attività ricreative.

Tante pressioni, troppe. Le sentivo, ma non riuscivo a comprendere come uscirne, mi aspettavo supporti e conferme dall’esterno, dagli altri genitori, dai miei genitori.

Niente.

Mi sentivo totalmente confusa e sola, dopo la prima splendida esperienza dell’asilo nido, dove prendersi cura, confronto, formazione ed informazione la facevano da padrona, alla follia della prestazione a tutti i costi.

L’elenco delle scuole che Riccardo ha frequentato è alquanto sostanzioso. A fatico trovavo quella che mi convincesse e sostenesse nelle mie infinite incertezze.
Ora Riccardo ha 18 anni, ha finalmente scoperto che la creatività è effettivamente la risorsa con la quale vuole sperimentarsi.

Quanta fatica ha dovuto fare in tutti questi anni, per cercare di farsi ascoltare!

Aveva quattro anni, ero totalmente desolata, non riuscivo a capire perché non gli piacesse la scuola materna che frequentava. Durante l’estate che era appena trascorsa, lo accompagnavo ad un asilo estivo, si divertiva, gli piaceva, andava ed era felice.

“Riccardo, mi dici perché qui no e la si?!!!”

“Mamma,
la

si GIOCA

si MANGIA

si LAVORA

qui

si LAVORA

si MANGIA

si GIOCA”.

Che doccia fredda. Nella mia totale confusione non riuscivo nemmeno a vedere ciò che realmente contava per mio figlio!

Tutta questa tiritera per dire che Virus o non Virus, i figli sono qui anche per mostrarci la strada. Se siamo centrati, insieme faremo delle splendide scampagnate. Diversamente il rischio è di perdersi in mezzo ai rovi.

Se avete notato, nel raccontare mio figlio, in realtà ero IO il soggetto, con le mie paure e le mie incertezze.

Lui dov’era?! Loro dov’erano?!

Eh si, perché nel frattempo era nata anche Costanza!

Ho intuito che forse avevo bisogno di fare chiarezza per poter dare ai miei figli quella serenità e quella stabilità che, almeno in famiglia è sacro trovare. Ancora oggi proseguo il mio allenamento all’equilibrio ed ho smesso di chiedere massivamente aiuto dall’esterno.

Ho individuato contesti e persone con le quali posso confrontarmi e crescere.

ParentAbility è una delle opportunità che ho colto. Mi ero così abituata a delegare totalmemte all’esterno, che non sapevo più sentire cosa fosse buono per me e per i miei figli.

Equilibrio tra dentro e fuori, tra interno ed esterno. Ecco quello che mi sta portando questo “fermo”. Prima “troppo fuori” ora “troppo dentro”.

Cosa è cambiato?

Praticamente nulla, sempre di eccesso si tratta, sempre in assenza di buon senso e di ascolto di se.

Cosa ci muoveva prima? Cosa ci muove ora?

Sempre di comandi esterni si tratta.

Dov’è il rispetto di noi e del nostro più intimo sentire?

I bambini quel contatto ce lo hanno ancora, ecco perché spesso non vengono interrogati e vengono magari dimenticati. E da qui mi viene una provocazione; chiediamo indicazioni a loro, invece che “al governo”.

Perché proprio da loro a volte arrivano le risposte pratiche e risolutive.
Loro sono ancora liberi dalle nostre gabbie, meno contaminati, e se sappiamo ascoltare profondamente, a volte loro sanno trovare risposte e soluzioni reali.
Piccole, ma reali, pratiche e reali.

Impariamo anche dai bambini, impariamo ad ascoltarli profondamente, ad osservarli con occhi trasparenti.
Guardiamoli! A volte, sono loro ad indicarci una direzione… a noi adulti poi decidere di prenderla.

Se non ricordo male, ce lo diceva anche QUALCUNO che 2020 anni fa ha cercato di fornirci delle INDICAZIONI.

Se lo avessi scoperto prima, quanto dolore avrei risparmiato a me, ma soprattutto a loro. Rispettiamo questo fermo, diamogli la giusta contestualizzazione.

Agiamo con equilibrio e chiediamo il loro punto di vista per trovare delle soluzioni creative! In questo loro sono maestri!

Andiamo oltre … prendiamo il mondo in prestito dai nostri nipoti!

FELICE RI_PROGETTAZIONE A TUTTI e se vuoi parlarne con me, sono felice di esserci per te!

 

Cristina Farina
Architetto, Professionista olistico

UFFA,CHE NOIA!
e la forza dell’Amore

di Patrizia Garneri

Uffa che noia, non so cosa fare, voglio uscire, andare a giocare ma non posso perché c’è il virus…..
E il bimbo si chiude, diventa triste e serio, diventa nervoso, non riesce a trovare la sua dimensione, non riesce ad esprimere la sua natura. Piuttosto litiga con suo fratello\sorella, si prendono per i capelli, la confusione regna, agitazione, nervosismo …

Siamo stati presi alla sprovvista, non siamo stati capaci di decodificare le conseguenze di un evento che come un fulmine è arrivato ad illuminare il cielo che è diventato subito nero…
Le conseguenze ricadono su tutti, sebbene nel mio vedere, in una situazione di emergenza come questa, penso sia stato scelto il minore dei mali .

I bambini come i depressi, le vittime di violenza, gli anziani, i disabili e tanti altri e comunque in qualche forma tutti, viviamo questo stato di sofferenza che è la mancanza di libertà. Siamo stati privati di tante cose, di tante espressioni, delle nostre abitudini, delle nostre sicurezze e di tante fughe….

Anche i bambini…. Si ritrovano a vivere in un mondo ristretto, fatto di mura della stanza, stanza salotto cucina, stanza salotto cucina terrazzo e per i più fortunati si aggiunge il giardino.

E poi ci sono i bambini siriani…..

E’ una grande prova: la parte più difficile è riservata ai genitori, combattuti tra l’amore infinito per i loro i figli e ciò che stanno subendo a causa della quarantena. Sono loro che hanno il ruolo del dare direzione, del suggerire, del mostrare e quindi Insegnare ai loro bimbi come tirare fuori il meglio da sé, come resistere come farcela, come avere il coraggio per affrontare una situazione dove anche loro sono protagonisti.

E’ un grande insegnamento: dare valore ad ogni singola rinuncia, ad ogni stare; sottolineare il valore di una vita, il valore di una professione. Insegnare la capacità di esserci in una situazione di emergenza: oggi è una pandemia, domani per quel bimbo potrà essere un problema al lavoro, in famiglia o in qualsiasi altro ambito.
Stare ed esserci…

E’ durissima per noi genitori che non siamo capaci di stare, che non siamo più capaci di riconoscere l’importanza vera di un gesto, che non siamo capaci di dire di no e di lasciare che sia proprio lui, il nostro grande amore a trovarsi una soluzione da solo.
Ci siamo abituati a risolvere, a dare soluzioni, perché facciamo prima, perché ci dispiace vederli tribolare. Siamo costantemente indirizzati dal richiamo del fare, quel fare che si traduce in impegni. Portare il nostro bimbo a calcio a danza, a scherma, a ginnastica, alla festa di compleanno a musica, al dopo scuola a… E’ durissima perché i nostri bimbi stanno\sono poco con noi.

Non sono con il visetto appoggiati sull’asse da stiro a chiedere mamma cosa faccio?… e a sentirsi rispondere ” Ascoltati e scopri cosa ti piacerebbe fare” scopri nel tuo mondo interiore, disegna costruisci con la tua fantasia… Metti la coperta tra due seggiole, fai la tua capanna e dentro porta il tuo mondo, trova il tuo coraggio, trova il tuo eroe, combatti il drago e escine vincitore. Travestiti, pensa ai tuoi sogni, immagina con la tua fantasia la strada che un giorno (…non sarà così lontano), potrai e vorrai intraprendere, quella strada che avrai già visto tante volte nei tuoi giochi, nei tuoi sogni ti sarà facile riconoscerla e combatterne tutte le avversità. I draghi li avrai già sconfitti mille volte.

Forza bimbo amore mio, sei forte! Sei il bambino migliore che potessi avere!
Faccio il tifo per te, sempre!

Se anche tu mamma, tu papà senti di fare il tifo per loro, chiamami per far fronte a questo momento davvero duro e faticoso. Insieme possiamo trasformare quella necessità del fare in qualche cosa che potrà crescere nell’anima e nel tempo.

Patrizia Garneri,
counselor transpersonale, con amore di mamma, di donna e di cittadina…

 

Patrizia Garneri
Counselor transpersonale

 

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