Sei la mamma giusta per me

a cura della dott.ssa Marta Badella

parentAbiliter, Life – Coach Sistemico, Coordinatore Genitoriale

 

Ecco.

Quando una sera, mentre preparavo la cena, mio figlio, allora dodicenne, mi disse questa frase, ebbi la certezza nel corpo che il mio incontro con l’approccio sistemico familiare di B. Hellinger fosse previsto dal mio Destino e che mi avesse modificato, integrato la percezione dell’essere figlia, donna, mamma e professionista.

Badate bene: ha detto “giusta”, non “perfetta” …e meno male, mi dico!

Perché io non voglio essere la mamma perfetta.

Io desidero essere la mamma “vera”, “autentica” e per me oggi, queste due caratteristiche non prevedono la perfezione.

Sapere e sentire che nonostante i miei errori “umani” sono comunque la mamma giusta per lui, mi ha fatto percepire un senso di leggerezza e serenità.

Prima di vivere la mia vita anche con questo approccio, ero convinta e sentivo forte il bisogno di dover essere perfetta, in grado di controllare quasi tutto (perché oggi pensare di riuscire a controllare tutto è pura utopia, per me), dover essere infallibile e sempre a conoscenza della verità, di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato.

Pronta ad affrontare ogni evenienza nel migliore modo possibile…ma poi, migliore per chi?

Ciò avveniva nella gran parte degli ambiti della mia vita.

Invece quell’incontro mi ha cambiato completamente prospettiva….vita.

Ho fatto mio quel movimento che va verso l’autenticità, verso il dire:

“non lo so”

“sto con quello che c’è”

“ci provo e vediamo come va”

“Sai, sento che questo non è giusto per me per cui non lo farò”

“possiamo pensarla in modo differente”

“non è giusto o sbagliato, ma solo diverso”

e potrei elencare altre mille frasi…

 

Desidero essere questo esempio per mio figlio.

Desidero trasmettergli l’importanza dell’essere autentici, prima di tutto con sé stessi.

E’ uno degli insegnamenti più importanti che io possa dargli.

Come darglielo? Essendo io per prima una donna e una mamma autentica con me stessa.

 

Ricordiamoci che noi genitori possiamo insegnare senza parole: si chiama esempio.

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