UFFA,CHE NOIA!
e la forza dell’Amore

di Patrizia Garneri

Uffa che noia, non so cosa fare, voglio uscire, andare a giocare ma non posso perché c’è il virus…..
E il bimbo si chiude, diventa triste e serio, diventa nervoso, non riesce a trovare la sua dimensione, non riesce ad esprimere la sua natura. Piuttosto litiga con suo fratello\sorella, si prendono per i capelli, la confusione regna, agitazione, nervosismo …

Siamo stati presi alla sprovvista, non siamo stati capaci di decodificare le conseguenze di un evento che come un fulmine è arrivato ad illuminare il cielo che è diventato subito nero…
Le conseguenze ricadono su tutti, sebbene nel mio vedere, in una situazione di emergenza come questa, penso sia stato scelto il minore dei mali .

I bambini come i depressi, le vittime di violenza, gli anziani, i disabili e tanti altri e comunque in qualche forma tutti, viviamo questo stato di sofferenza che è la mancanza di libertà. Siamo stati privati di tante cose, di tante espressioni, delle nostre abitudini, delle nostre sicurezze e di tante fughe….

Anche i bambini…. Si ritrovano a vivere in un mondo ristretto, fatto di mura della stanza, stanza salotto cucina, stanza salotto cucina terrazzo e per i più fortunati si aggiunge il giardino.

E poi ci sono i bambini siriani…..

E’ una grande prova: la parte più difficile è riservata ai genitori, combattuti tra l’amore infinito per i loro i figli e ciò che stanno subendo a causa della quarantena. Sono loro che hanno il ruolo del dare direzione, del suggerire, del mostrare e quindi Insegnare ai loro bimbi come tirare fuori il meglio da sé, come resistere come farcela, come avere il coraggio per affrontare una situazione dove anche loro sono protagonisti.

E’ un grande insegnamento: dare valore ad ogni singola rinuncia, ad ogni stare; sottolineare il valore di una vita, il valore di una professione. Insegnare la capacità di esserci in una situazione di emergenza: oggi è una pandemia, domani per quel bimbo potrà essere un problema al lavoro, in famiglia o in qualsiasi altro ambito.
Stare ed esserci…

E’ durissima per noi genitori che non siamo capaci di stare, che non siamo più capaci di riconoscere l’importanza vera di un gesto, che non siamo capaci di dire di no e di lasciare che sia proprio lui, il nostro grande amore a trovarsi una soluzione da solo.
Ci siamo abituati a risolvere, a dare soluzioni, perché facciamo prima, perché ci dispiace vederli tribolare. Siamo costantemente indirizzati dal richiamo del fare, quel fare che si traduce in impegni. Portare il nostro bimbo a calcio a danza, a scherma, a ginnastica, alla festa di compleanno a musica, al dopo scuola a… E’ durissima perché i nostri bimbi stanno\sono poco con noi.

Non sono con il visetto appoggiati sull’asse da stiro a chiedere mamma cosa faccio?… e a sentirsi rispondere ” Ascoltati e scopri cosa ti piacerebbe fare” scopri nel tuo mondo interiore, disegna costruisci con la tua fantasia… Metti la coperta tra due seggiole, fai la tua capanna e dentro porta il tuo mondo, trova il tuo coraggio, trova il tuo eroe, combatti il drago e escine vincitore. Travestiti, pensa ai tuoi sogni, immagina con la tua fantasia la strada che un giorno (…non sarà così lontano), potrai e vorrai intraprendere, quella strada che avrai già visto tante volte nei tuoi giochi, nei tuoi sogni ti sarà facile riconoscerla e combatterne tutte le avversità. I draghi li avrai già sconfitti mille volte.

Forza bimbo amore mio, sei forte! Sei il bambino migliore che potessi avere!
Faccio il tifo per te, sempre!

Se anche tu mamma, tu papà senti di fare il tifo per loro, chiamami per far fronte a questo momento davvero duro e faticoso. Insieme possiamo trasformare quella necessità del fare in qualche cosa che potrà crescere nell’anima e nel tempo.

Patrizia Garneri,
counselor transpersonale, con amore di mamma, di donna e di cittadina…

 

Patrizia Garneri
Counselor transpersonale

 

foto free dal web

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