Articolo scritto da Cristina Farina

Max, avrei bisogno di alcune conferme. Gli confido che rimanere centrata in questi giorni non è facile, tuttavia sento che in questo fermo ci sono tante possibilità da cogliere.  Ad esempio osservare, come in una foto, alcune relazioni alle quali vorrei porre maggiore attenzione.

Il rapporto con mia figlia ed il rapporto con mia madre.  Max mi ascolta, mi pone alcune semplici domande, ammiro la sua capacità di mettere in campo l’arte della maieutica*

* maièutica s. f. ([dal gr. μαιευτικ (τχνη), propr. «(arte) ostetrica», «ostetricia», der. di μαα «mamma, levatrice»]. – Termine con cui viene generalm. designato il metodo dialogico tipico di Socrate, il quale, secondo Platone (dialogo Teeteto), si sarebbe comportato come una levatrice, aiutando gli altri a «partorire» la verità: tale metodo consisteva nell’esercizio del dialogo, ossia in domande e risposte tali da spingere l’interlocutore a ricercare dentro di sé la verità, determinandola in maniera il più possibile autonoma.

Mi fa notare il sorriso che emerge mentre racconto e, con estrema naturalezza, mi domanda: “Fai caso, in che modo cambia la tua quotidianità, adesso che sai quello che sai?”.

Già in me si apre uno spazio un misto di stupore e fiducia e lo ringrazio per l’intuizione. Nemmeno il tempo di cullarmi in questa nuova visione che mi pone una nuova domanda: “Da quanto tempo lo sapevi?!” Respiro, sorrido ed in me accade una sorta di scioglimento, di ri_conoscimento che mi riposiziona subito e mi fa comprendere che quello stupore e quella fiducia sono in me ed è per questo che posso vederle in un altro… Mi sento fortunata e profondamente grata. Ci sono domande che ti cambiano la qualità della vita e ci sono persone che sanno riattivare profonde connessioni, con una semplicità disarmante. Max è una di queste.

Grazie Max,  semplice ed illuminante.

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